27 settembre | MUSEO MADRE
ore 16 Fermento: laboratorio.
ore 18 Atlas dei Corpi: azione collettiva itinerante, partenza dal Madre con destinazione il Corpo di Napoli.
Azione a cura di Nicola Ciancio per Ex-Voto | radical public culture.
Progetto pluriennale realizzato in collaborazione con/grazie a : ANM, Asilo 4 di Maggio, Bobò Gioielli, Centro Itard, Charlois Foundation (State of the City residency e CBK’Rotterdam), Comune di Napoli, LET San Vincenzo, Contemporary Flowers, Cosa del Futuro, CoolCity, Empa Studio, Ensemble Le Scalze, Filtro5Lab, L’arsenale di Napoli, LaSantissima Community Hub, Ladoc Videoproduzioni, Liceo Gian Battista Vico, Maggio dei Monumenti, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Nctm e l’arte, Regione Campania, Scalzabanda, SLARG Research Antwerpen, Società Napoletana di Storia Patria, Visualcontainer.
Atlas dei Corpi aderisce ad Atlante delle Rive 2026, da un’idea di Marco Paolini per La Fabbrica del Mondo, realizzato da Jolefilm www.atlantedellerive.org
Si rigraziano per il supporto dato al progetto: Alessandra Arnò, Vincenzo Falcione, Kathryn Weir, Risk Hazekamp, Maria Gaia Redavid, Yasmine Rihahi.
Il museo Madre ospita la tappa conclusiva di Atlas dei Corpi, l’opera che l’artista Simona Da Pozzo sviluppa dal 2019 attorno al Corpo di Napoli, il monumento al Nilo nel centro storico. In questi sette anni di lavoro, attraverso metodologie collaborative e orizzontali, Simona ha attivato dispositivi processuali con/sul monumento volti a indagare il patrimonio materiale ed immateriale esplorando le alleanze tra corpi in una prospettiva più-che-umana.
In occasione della Giornata mondiale dei Fiumi e delle Giornate Europee del Patrimonio, il laboratorio “Fermento” condurrà i partecipanti a performare Atlas dei Corpi in una parata verso il monumento.
L’allattamento al seno è stato il punto di connessione, sia fisico che sociale, tra l’artista e il Corpo di Napoli: una posizione che mette a nudo le fragilità e le costruzioni attorno al concetto di umano come diretto opposto dell’etichetta di animale. Si è lasciata guidare da questa posizione per iniziare a interrogare alcuni dei molteplici «Corpi di Napoli» e alimentare conversazioni e narrazioni su corpi che non hanno Rappresentazione, politica e/o estetica, nello spazio pubblico. Ne sono emersi infanti sirene, dee e corpi d’acqua, animali non umani, umani non adulti, adulti con protesi, piante tra le pieghe del marmo.
Quest’opera performativa coinvolge le realtà e le persone che hanno contribuito al suo sviluppo nel corso degli anni. La ricerca e le diverse tappe del progetto sono state realizzate infatti con e grazie ai saperi situati di (in ordine alfabetico): Daniela Allocca, Isabel Albertini, Francesca Amirante, Alessandro Armento, Amedeo Benestante, Alberto Bottillo, Brizio, Nicola Capone, Francesca Capasso, Nicola Ciancio, Cosmo Ciancio Da Pozzo, Maria Cristina Comite, Maria Corbi, Rita de Maria, Roberto Fiorentini, Pietro Gaglianò, Marco Izzolino, Hassan Kalid, Rosa Maietta, Lidia Marinaro, Viviana Marchiò, Carmine Masucci, Paola Mautone, Salvatore Mele, Paola Milone, Maria Nasti, Lorenzo Passi, Chiara Pirozzi, Maria Diletta Pubblico, Susanna Ravelli, Priscilla Ruggero, Gabriella Russo, Giuliana Sandulli, Gabi Scardi, Matteo Seguso, Luciana Soravia, Petra Van Brabandt, Kamiel Verschuren, Lorenzo Xiques.
Hanno inoltre contribuito alla ricerca, con la loro presenza, sensibilità ed entusiasmo, lǝ studentǝ del Liceo Vico – Antonio Billi, Francesca Carbone, Giada Colasurdo, Chiara D’Aponte, Marta Donnarumma, Caterina Falivene, Carla Grieco, Matteo Grimaldi, Lorena Laino, Roberta Matto, Rosanna Mennillo, Emanuele Minichino, Maria Rita Scerbo, Serena Spigno, Giulia Terzi, Lavinia Tocchetti, Leone Valentino-; lǝ musicistǝ della Scalzabanda e lǝ loro maestrǝ; lǝ bambinǝ dell’Asilo 4 di Maggio (ormai alle elementari); lǝ utenti dell’ASL1 del comune di Napoli.

Simona Da Pozzo, Notes about a polyamorous affair with the Bodies of Naples, video 2022. Courtesy dell’artista. Foto: still da video